Congiuntivite: virale o batterica, allergica o irritativa. Sintomi e cure

Congiuntivite: virale o batterica, allergica o irritativa. Sintomi e cure

La varicella è una malattia infettiva che si può prevenire col vaccino. Il vaiolo ha costituito una grave piaga sociale a causa dell’alta contagiosit� e del decorso rapidamente mortale, non modificabile da alcuna terapia. Talvolta sono presenti sintomi gastroenterici, come nausea, vomito, diarrea, ed aumento volumetrico di fegato e milza (epatosplenomegalia). La cornea è molto sensibile, per cui anche le piccole abrasioni possono causare lacrimazione, arrossamento e dolore. Oltre che a relegarla in casa con mio grande timore! Un paziente con un occhio ametrope vede quindi immagini sfuocate. Il tipo B colpisce solo l’uomo e riguarda casi meno frequenti e colpisce maggiormente i bambini.

I rami del nervo nasociliare innervano la superficie del globo oculare e la cute periorbitaria fino alla punta del naso. La vaccinazione antivaricella poteva spiegare quella patologia dopo 6 mesi? Perché non aveva funzionato? b) Dermatiti pustolose, alle quali vanno ascritte gran parte delle piodermiti, le impetigini, l’ectima, le follicoliti da piogeni, da tricofiti, le forme d’acne, tutte le follicoliti professionali; le forme pustolose di processi infettivi cronici: la sifilide, la tubercolosi, la morva, le micosi varie, la leishmaniosi, gli esantemi a tipo pustoloso (vaiuolo, vaioloide, vaccino, varicella); le dermatosi accidentalmente e secondariamente pustolose di natura vescicolare, bollosa; le dermatosi pustolose da agenti esterni. L’infettività è presente dal giorno prima sino alla settimana dopo la comparsa delle vescicole. La contagiosità delle vescicole da zoster è meno marcata. Molti mostrano segni di miglioramento già 10 giorni dopo l’esordio della malattia, anche senza che sia stato instaurato alcun trattamento.

Le verranno consegnate una scheda di allerta per il paziente e una guida per il paziente contenente ulteriori informazioni. «Nella realtà quotidiana degli ambulatori dei pediatri – spiega ancora Giorgio Conforti – sono numerose le richieste di consigli perché all’asilo è in corso un’epidemia, perché è nato un fratellino, oppure il nonno ha il fuoco di Sant’Antonio o ancora la zia è incinta e non è immune (la situazione peggiore)». Cronica: i sintomi appaiono lentamente e gradualmente, e spesso cronicizzano, cioè non si ha guarigione completa ma solo periodi di remissione della patologia alternati a periodi di ricomparsa della sintomatologia. Sierosa: la forma sierosa è caratterizzata dalla presenza di secrezioni simili a siero, di colore chiaro/trasparente e con una densità molto scarsa, pari a quella dell’acqua, mentre la componente mucosa è scarsamente rappresentata o assente. Se, invece, la madre ha avuto la malattia da 5 giorni prima a 2 giorni dopo il parto, può verificarsi una forma grave di varicella del neonato, la cui mortalità può arrivare fino al 30%. Secca: è tipica degli anziani e si manifesta con irritazione e infiammazione della congiuntiva associata a secchezza oculare e a mancata produzione di lacrime per alterazione del processo di secrezione delle lacrime. Lacrimale: rappresenta la forma contraria alla congiuntivite secca poiché si ha una iper lacrimazione degli occhi che quindi risultano infiammati e costantemente bagnati dalla massiva secrezione lacrimale.

Solitamente è da ricondursi a un’ostruzione del dotto lacrimale. Questa fase, la cui definizione viene descritta da un punto di vista clinico ma non viene solitamente utilizzata nella pratica clinica, è caratterizzata da vari sintomi clinici e da determinate alterazioni degli esami di laboratorio, come riassunto nella tabella in basso. Non sono noti effetti collaterali, come ad es. Esprimono HLA-DR ed elevati livelli di TdT, CD19 e CD 20. Pseudomembranosa: viene così chiamata poiché si forma una membrana che ricopre la congiuntiva parzialmente, membrana formata da un essudato contenente fibrina (una proteina coinvolta normalmente nella coagulazione del sangue), detriti cellulari (provenienti dal processo di desquamazione cellulare) e cellule ematiche. Questa membrana risulta fortemente adesa alla congiuntiva tanto che, se si prova a staccarla, si possono verificare dei sanguinamenti. La Mononucleosi infettiva è caratterizzata da un esantema simile a quello della Rosolia e del Morbillo.

E’ clinica in quanto risulta in genere facile, ma a volte occorre differenziare la varicella dalle piodermiti (lesioni meno diffuse e mucosa orale risparmiata). Si consiglia, però, di tenere il bambino lontano da donne incinta. Il pus ha una consistenza mucosa, un aspetto giallastro o verdastro e talvolta può diventare simile ad una crosta causando difficoltà ad aprire gli occhi. Si manifesta in soggetti che hanno fatto uso per lungo tempo di queste sostanze a scopo terapeutico: oggi tuttavia esse non sono più in uso, tranne in alcuni colliri, per cui l’a. Tuttavia lungo tutto il decorso della patologia farmaci a base di ossido di Zinco e o Solfato di Zinco sembrano essere molto efficaci per alleviare la sofferenza insistente causata dall’Herpes. Non è sufficiente limitarsi alle cure farmacologiche previste ma è necessario che chi si prende cura del bambino lo sorvegli attentamente per evitare che il prurito diventi causa di microlesioni cutanee. I sintomi possono essere molto lievi o abbastanza marcati e il decorso, solitamente, è di tipo benigno.

La scelta va fatta in base alle preferenze del paziente e agli obiettivi da raggiungere, tenendo presenti eventuali controindicazioni. Tra quelli responsabili del processo infiammatorio abbiamo Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae, Haemofilus influenzae, Neisseria gonorrhoea, e Pseudomonas aeruginosa. Nei neonati le infezioni batteriche che causano congiuntivite sono invece maggiormente sostenute da Clamydia trachomatis, mentre negli adulti questo patogeno è raramente causa di congiuntivite. Il dolore è d’intensità variabile, minimo soprattutto nei giovani, oppure intenso, folgorante, al punto di impedire il sonno (fuoco di S. Tra ivirus responsabili di infiammazione della congiuntiva abbiamo Herpes simplex ed Herpes zoster, che determinano un tipo di congiuntivite noto come congiuntivite erpetica, e adenovirus. Un accenno merita il virus dell’influenza aviaria il quale, nell’uomo, causa prevalentemente una congiuntivite e non si manifesta con altri sintomi simil – influenzali. Allergie: la congiuntivite causata da allergie è molto comune e spesso si manifesta in primavera (prendendo il nome di congiuntivite della bella stagione) quando nell’aria si ha un’alta concentrazione di pollini, oppure può essere causata da un’allergia ai prodotti cosmetici utilizzati per truccarsi.

Congiuntivite: virale o batterica, allergica o irritativa. Sintomi e cure
Il vaiolo dopo ogni ondata epidemica era perpetuato allo stato endemico tra le popolazioni colpite. Infezioni fungine: il più comune agente eziologico in questo tipo di congiuntivite è rappresentato da Candida albicans e spesso le infezioni da funghi che causano congiuntivite sono una manifestazione secondaria di alcune patologie, per esempio in casi di immunodepressione. Questo test viene eseguito ponendo una goccia di colorante arancione su un sottile foglio di carta assorbente, con cui viene poi leggermente toccata la superficie dell’occhio. Agenti atmosferici: anche l’esposizione al sole o al freddo rappresenta una possibile causa di congiuntivite. Questo perch� il trattamento laser � superficiale (interessa solo la cornea), e non coinvolge l’interno dell’occhio che rimane inalterato. La forma batterica è più rara ma anche più seria e può avere conseguenze fatali. Questo può determinare un eccessivo affaticamento degli occhi i quali possono manifestare sintomi come bruciore, lacrimazione e irritazione della congiuntiva che si manifesta con il classico sintomo degli occhi arrossati.

Lenti a contatto: chi usa le lenti a contatto è spesso colpito dalla congiuntivite. Infatti sia per una questione “meccanica” di inserimento/rimozione delle lenti, sia perché esse rappresentano un veicolo per le infezioni batteriche, non è raro che chi fa uso di tali dispositivi soffra di ricorrenti episodi di infiammazione della congiuntiva. Poi compaiono edemi, infiltrati nodosi, adenopatie; l’esito è sempre letale. Possiamo avere una durata di un paio di giorni per le congiuntiviti irritative da fattori non patologiche, una durata fino a una settimana per le congiuntiviti batteriche e una durata di 2 – 4 settimane per le congiuntiviti virali. In caso di congiuntiviti causate da virus o batteri è possibile il contagio di altri soggetti, che può avvenire sia durante l’incubazione della patologia che durante la comparsa dei sintomi e talvolta anche dopo che i sintomi sono scomparsi. Quindi, per definizione, nessuna causa specifica può essere accertata. Se sviluppa una di queste patologie il medico le assicurerà le cure del caso.

Le terapie possono essere di tipo naturale, solitamente utilizzate nei bambini e per curare le congiuntiviti irritative, oppure di tipo farmacologico, da utilizzarsi nel caso di congiuntivite da cause patologiche. Visita oculistica con osservazione dell’occhio e valutazione dei sintomi. In particolare il medico valuterà l’arrossamento dell’occhio, la presenza o meno di gonfiore e la presenza o meno di edema congiuntivale/palpebrale e di secrezioni. Prelievi del materiale purulento e delle secrezioni da porre su vetrino che verrà successivamente inviato al laboratorio di microbiologia per l’identificazione dei patogeni. Attraverso queste indagini il medico potrà porre diagnosi differenziale di congiuntivite distinguendola da patologie più gravi quali l’uveite, la cheratite, il glaucoma e la sclerite. Camomilla: rappresenta il calmante per eccellenza e aiuta a contrastare sintomi come rossore e bruciore. Si consiglia di porre un paio di cucchiai di fiori di camomilla in infusione per una decina di minuti e successivamente applicarla mediante un batuffolo di cotone nella zona intorno agli occhi e sulle palpebre.

Tossicità: l’ostacolo principale all’aderenza alla terapia per periodi prolungati è comunque rappresentato dalla tossicità dei farmaci, i quali possono provocare vari effetti collaterali che possono obbligare alla sospensione del trattamento, anche in presenza di un beneficio clinico. Aloe vera: da utilizzarsi sia per contrastare i sintomi sia nel caso di congiuntivite virale o batterica per le sue proprietà antinfiammatorie, l’aloe vera può essere usata sotto forma di gel da applicare su un batuffolo di cotone da passare delicatamente sul contorno oculare per pulire e disinfettare. Quindi si effettua un mantenimento con metotrexate settimanale e della 6-mercaptopurina giornaliera, per 3 anni. Si utilizza sciogliendo tre cucchiaini di miele in due tazze di acqua calda. Una volta sciolto completamente si applicherà il composto sugli occhi e sulle palpebre mediante un batuffolo di cotone. L’infezione acquisita dopo la pubertà può causare infiammazione dei testicoli nel 30% dei casi o delle ovaie nel 5% dei casi. Tè: sebbene possa sembrare strano è possibile utilizzare le bustine utilizzate per preparare il tè (meglio se tè verde per le sue numerose proprietà antinfiammatorie) per contrastare sintomi quali arrossamento oculare e bruciore.

Basta applicare le bustine del tè per una decina di minuti sugli occhi. Limone: il limone è considerato un disinfettante naturale grazie al suo pH acido legato alla presenza di acido citrico. … Ne basta una goccia per occhio da applicare un paio di volte al giorno per ottenere dei miglioramenti. Malva: analogamente alla camomilla la malva è una pianta dall’effetto lenitivo e calmante e risulta utile per alleviare l’arrossamento oculare e il bruciore. È possibile utilizzare bustine pronte contenenti malva essiccata, da porre in infusione in acqua calda, e da applicare poi, dopo averle leggermente strizzate, sugli occhi, oppure realizzare un infuso ponendo un paio di cucchiaini di malva essiccata in acqua calda, filtrando il tutto, e applicando poi il liquido risultante sugli occhi mediante un panno di cotone. Euphrasia: da utilizzarsi alla di 5 – 7 CH e con una posologia di 3 granuli un paio di volte al giorno, questo rimedio è consigliato in caso di congiuntivite con abbondante secrezione lacrimale.

Mercurius solubilis: utile nel caso di congiuntivite con sintomi quali bruciore, arrossamento e gonfiore delle palpebre associati a fotofobia, si consiglia questo rimedio alla concentrazione di 5 – 7 CH e con una posologia di 2 – 3 granuli un paio di volte al giorno. Argentum nitricum: nel caso di congiuntiviti batteriche in cui si ha secrezione di pus giallastro, si utilizza questo rimedio alla concentrazione di 7 CH e con una posologia di 2 – 3 granuli almeno 4 volte al giorno. Belladonna: da utilizzarsi in caso di congiuntivite secca che si accompagna a dolore di tipo pulsante. La concentrazione è di 5 – 7 CH e la posologia di 2 – 3 granuli un paio di volte al giorno. Apis mellifica: utile nel caso di congiuntivite pruriginosa con edema, questo rimedio si utilizza ad una concentrazione di 15 CH e con una posologia di 3 granuli 2 volte al giorno. Ruta graveolens: per il trattamento delle congiuntiviti legate all’affaticamento oculare da lavoro si consiglia questo rimedio in concentrazione 5 – 7 CH con una posologia di 2 – 3 granuli un paio di volte al giorno. Anche nelle colonie francesi e nei possedimenti italiani in Libia la si vide ancora praticare negli anni ‘20.

Aconitum: da utilizzarsi ad una concentrazione di 9 CH e con una posologia di 5 granuli 1 – 2 volte al giorno, questo rimedio è utile nel caso di congiuntivite legata a colpi di freddo. Antibiotici: si utilizzano per il trattamento delle congiuntiviti causate da infezioni batteriche. I più utilizzati sono il cloramfenicolo, la levofloxacina, la ciprofloxacina e la gentamicina. Alla fine del trattamento si instillano colliri e si applica (nei trattamenti PRK e LASEK) una lente a contatto protettiva. Antinfiammatori: si utilizzano per il trattamento delle congiuntiviti virali al solo scopo di alleviare i sintomi dato che non è previsto nessun farmaco per il trattamento di tali forme di congiuntivite. Si utilizzano prevalentemente FANS o antinfiammatori non steroidei come per esempio diclofenac, flurbiprofene e ketorolac. Cortisonici: da somministrare sotto forma di pomata o di collirio questi farmaci sono dei potenti antinfiammatori, vanno quindi utilizzati con cautela e solo nel caso in cui l’infiammazione sia molto forte da non poter essere contrastata con i comuni FANS.

Quelli più usati sono il desametasone e il betametasone, spesso in associazione con gli antibiotici. Talvolta è possibile associare due diverse categorie di farmaci, per esempio i cortisonici e gli antibiotici, come nel caso del bebioptal, formato da un antibiotico, il cloramfenicolo, con effetto antibatterico e un cortisonico, il betametasone, con effetto antinfiammatorio.

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