Treatment of post herpetic neuralgia with acupuncture

Treatment of post herpetic neuralgia with acupuncture

L’argomento “antibiotici” è diventato oggi molto popolare. È stato pertanto svolto uno studio retrospettivo al fine di valutare la frequenza di herpes zoster presso gli ambulatori della nostra Clinica. Tra queste, meritano una citazione particolare gli interventi chirurgici a cuore e polmoni che prevedono l’incisione del torace, in quanto queste operazioni sono all’origine della maggior parte dei casi clinici. La malattia consiste nella comparsa di vescicole sulla pelle spesso accompagnate da fortissimo dolore: è di tipo virale, dovuta alla riattivazione del virus della varicella, rimasto silente all’interno di particolari strutture nervose dopo l’infezione primitiva risalente di solito all’infanzia. Tra i patogeni importanti negli anziani vanno annoverati i virus dell’influenza, della parainfluenza e il virus sinciziale respiratorio. Sulla base di due studi ( 1, 2) randomizzati con 1800 pazienti, la Food and Drug Administration (FDA) ha ora concesso l’uso di pregabalin anche per la fibromialgia ed è la prima volta che un farmaco negli Stati Uniti riceve l’approvazione con l’indicazione della fibromialgia. L’ Herpes Zooster oltre a provocare danni cutanei e al sistema nervoso produce dolori molto forti.

Il merito di valutare il potere disinfettante dell’ozono va a Klenmann, che per primo ne valutò l’attività battericida sui germi patogeni. are processing dates of the first 7 months of activity of Acupuncture for Outpatients’ department of Pain (II Service of Anesthesia and Resuscitation, Palermo Civic Hospital). The AA. describe 2 illustrative cases of PHN arranging conventional treatment (infiltrations and drugs) with Acupuncture. A causa della grande varietà di fattori scatenanti della parestesia, di solito una terapia specifica viene stabilita in base all’origine del malessere. Condition is related with deficiency of weiqi, jingqi, yinqi. Trattamento delle infezioni erpetiche cutanee (incluso Herpes labiale e genitale) Topica.

Infezione tubercolare latente: la riattivazione dell’infezione latente da Mycobacterium tuberculosis è una delle principali complicanze dei trattamenti con gli inibitori del TNF-alfa, più frequente con infliximab e adalimumab rispetto ad etanercept (studi clinici caso-controllo) (Tubach et al., 2009). Certamente come ogni terapia vale la regola che è meglio intervenire il prima possibile. In seguito appaiono eruzioni vescicolose che seguono l’andamento del nervo periferico, grandi come fagioli o semi di soia. Tra i casi di herpes zoster multidermatomerico, il tasso di incidenza grezzo per 1000 anni-persona è risultato maggiore per i pazienti in terapia con anticorpi monoclonali con valori corrispondenti a 3,8 (95% CI 1.0-9,7) per 1000 anni-persona per l’infliximab e a 3,6 (95% CI 1.7-6,9) per l’adalimumab. In 3-4 settimane, le bolle si seccano e si coprono di croste che cadono senza lasciare in genere tracce. Comunque, una nevralgia che può essere estremamente intensa ed accompagnarsi a bruciore e parestesie varie, può persistere per mesi o addirittura anni, specie negli anziani. Il sintomo principale è rappresentato da un dolore spontaneo, superficiale, urente, spesso descritto come insopportabile; di norma si accompagna a disestesie fastidiose e ad iperpatia.

Nell’area sofferente, che può interessare qualunque parte del corpo, si possono riscontrare deficit sensitivi aspecifici con modificazione delle rispettive soglie e presenza di punti trigger. Per il trattamento dell’Herpes zoster nei bambini immunocompromessi andrà presa in considerazione la somministrazione del farmaco per via endovenosa. Le tecniche di biologia molecolare e di elettrofisiologia hanno permesso di caratterizzare la struttura molecolare anche dei canali del calcio. E’ somministrato per via orale in caso di stomatite erpetica grave. Ad esempio i dentisti, hanno attualmente ridotto il rischio di infezione grazie all’uso dei guanti protettivi. Nel caso della NPE si assiste a lesioni degenerative dei gangli radicolari posteriori e delle radici sensitive. La latenza è varia: talvolta si osserva un periodo intervallare anche di qualche mese tra la lesione nervosa e la comparsa del quadro clinico; questo, una volta instauratosi, tende a peggiorare e a perdurare nel tempo.

Tra questi ricordiamo quelli ricchi di vitamina C come gli agrumi, le verdure come i cavolini di Bruxelles, la frutta come le fragole, il lievito di birra, il riso integrale e tutti i cereali integrali. Nello studio di Dworkin non ha mostrato una maggiore efficacia rispetto al placebo probabilmente a causa delle piccole dimensioni della popolazione studiata, delle basse dosi utilizzate e soprattutto perché nelle fasi iniziali dell’Herpes Zoster la componente nocicettiva del dolore risulta predominante. es., si riducono bruscamente, nel corno posteriore, le sostanze sintetizzate dal 1° neurone sensitivo: sostanza P, colecistochinina, somatostatina, fosfatasi acida. La proliferazione gliale (gliosi) è la normale risposta all’insulto diretto del SNC. I trattamenti possono essere di tipo farmacologico o invasivo. La nevralgia post-erpetica è uno dei dolori più violenti che può affliggere l’uomo e provoca insonnia, perdita dell’appetito, dimagrimento, depressione ed uno stato d’ansia e sofferenza, tipico dei dolori che durano molto a lungo. In condizioni patologiche, analogamente a quanto avviene p.

ALLERGIE: Guardare il sintomo e ricondurlo a qualcosa che è avvenuto nell’inconscio quando é comparsa l’allergia. nel focolaio epilettico, le cellule gliali sembrano in grado di captare ioni K+ durante l’attività neuronale per rilasciarli in seguito provocando effetti eccitatori. Tale meccanismo potrebbe avere un ruolo importante nel disturbo cronico della sensibilità. Tra le varie ipotesi si considera la possibilità che sostanze estranee presenti nel focolaio di lesione possano essere veicolate cranialmente tramite gli assoni danneggiati, determinando un prolungato input eccitatorio. Il fenomeno condizionerebbe anche l’inibizione sensitiva, l’ampiezza dei campi recettivi, e i disturbi trofici neuronali. La rigenerazione di un nervo sezionato comporta nelle fibre neoformate l’ipersensibilità a stimoli meccanici e farmacologici (quali, p. es., l’applicazione di NorAdrenalina).

Resta da stabilire se ciò è da imputarsi a fenomeni recettoriali o a ridotta inibizione centrale. Gli sprouting comunque aumentano il campo di recezione sensitiva a livello del SNC. Un difetto di modulazione è tipico nel dolore del deafferentato. Dal momento che l’inibizione del sistema somato-sensoriale è sollecitata dalle fibre afferenti, l’abolizione anche parziale dell’input riduce l’inibizione endogena con conseguente iperpatia. 2) Elettrostimolazione transcutanea (TENS). Può essere effettuata solo nei pazienti che presentano un certo numero di fibre mieliniche integre. E’ preferibile inoltre che la sintomatologia appaia ben localizzata, e che sia possibile porre gli elettrodi a monte delle vie nervose lesionate.

I risultati in letteratura sono contrastanti: qualche Autore ha riscontrato miglioramento in oltre il 50% dei pazienti, per altri l’effetto positivo non raggiunge il 7%. In tutti i casi, questo procedimento terapeutico è suscettibile di rapida assuefazione. 3) Blocchi anestetici. Utile mezzo diagnostico per confermare quali afferenze sono implicate nel dolore da deafferentazione. Poiché gli anestetici locali inducono silenzio elettrico neuronale, deprimono l’ipersensibilità sia spontanea che evocata, e il dolore recede per breve tempo. 4) Lesioni neurochirurgiche. Le neurotomie periferiche sono attualmente abbandonate in quanto peggiorano la deafferentazione senza creare prolungati benefici.

Treatment of post herpetic neuralgia with acupuncture
Non appena si formano gli sprouting assonali, il dolore in genere ricompare; si rischia dunque solo una ulteriore deafferentazione a monte che peggiora la già compromessa interpretazione sensoriale. L’anziano, o in generale l’immunocompromesso, presenta un deficit della Weiqi, che lo rende non solo più facilmente soggetto agli attacchi dei fattori patogeni esterni, ma anche alla loro persistenza ed approfondimento negli strati più interni. L’anziano, in particolare, ha un parafisiologico declino della Jingqi e della Yinqi, che li predispone alla trasformazione dei fattori patogeni in Fuoco. Nella NPE, si assiste, appunto, ad una persistenza di vento, calore ed umidità nei canali, che ha come conseguenza il rallentamento della circolazione del Qi (qizhi) e il blocco della circolazione del sangue (xueyu). Il trattamento tradizionale della NPE prevede l’eliminazione del vento, la purificazione del calore, la dispersione dell’umidità e l’arresto del dolore, applicando la tecnica della dispersione ai punti locali e distali dei canali affetti. E’ opportuno comunque associare o fare seguire il trattamento delle condizioni predisponenti legate alla debolezza della Zhengqi (soggetti defedati, anziani, immuno-compromessi). Presenta esiti cicatriziali con aree ipercromiche alternate a zone di normale colorito, alla nuca e alla spalla destra.

Riferisce dolore di fondo continuo con esacerbazioni soprattutto alla pressione o al semplice contatto con indumenti. Il dolore è intenso, e valutato come massimo dolore immaginabile durante le esacerbazioni (analogo-visivo = 10). Viene descritto come dolore e bruciore, che si aggrava anche con il calore esterno o le applicazioni locali di calore. Si associa a turbe della sensibilità, parestesie, formicolii, zone di anestesia e iperestesia dolorosa. Presenti punti trigger. Il paziente lamenta inoltre astenia fisica, volto pallido e labbra e lingua sub-cianotiche. Respiro corto.

Scarso eloquio e voce flebile, tanto che la raccolta di dati viene aiutata dalla figlia, presente al momento della consultazione. Quasi totale amimia. Tristezza. Sensazione di bocca secca. Problemi cardiaci e polmonari: dispnea, subcianosi, edemi generalizzati, in trattamento con cortisonici. Alla seconda seduta, 5 giorni dopo, la paziente riferisce un beneficio di alcune ore dalla infiltrazione del 9/11. Si ripete infiltrazione dei punti trigger, e si associa puntura in dispersione di TE6-Zhigou e LI4-Hegu, e questo fino alla fine del primo ciclo di trattamento.

Alla quinta seduta, la paziente riferisce una quasi assenza di dolore (3-4 all’analogo-visivo), che si mantiene fina alla fine del ciclo di 8 trattamenti (8 infiltrazioni e 7 sedute di agopuntura) nell’arco di 27 giorni. 29/11/96 La paziente ritorna alla nostra osservazione, ad un anno di distanza dalla prima consultazione, per un secondo ciclo di trattamento. Attualmente assenza di dolore, permane sensazione di bruciore alla spalla all’attività muscolare che scompare in condizioni di riposo. Si eseguono 5 sedute di agopuntura, ad intervalli di 3-4 giorni, con gli stessi punti, durante le quali la paziente riferisce di mantenere il beneficio. 2. D.T.S., sesso maschile, anni 80. Herpes zoster in sede toracica sinistra nel Luglio 1995, trattato con antivirali e FANS.

Giunge alla nostra osservazione il 3/10/1995 per una nevralgia posterpetica da deafferentazione. Esiti cicatriziali importanti, zone iperpigmentate alternate a zone ipopigmentate nel dermatomero toracico sinistro, corrispondente alla pregressa infezione, sia nella porzione anteriore che in quella posteriore. Il dolore è urente, si associa a parestesie, è definito anche “a puntura di spillo”, vi è intolleranza allo strofinio e alla pressione anche minima. La stimolazione dei punti trigger provoca una sensazione di “scosse elettriche”. Il dolore è migrante, a volte è percepito anteriormente, a volte posteriormente. La notte non riesce a dormire bene. In una classificazione del dolore da 1 a 10, il paziente classifica la sua nevralgia da 7 a 8.

Dalla prima seduta di agopuntura il paziente riposa quasi tutta la notte. Dalla 6° seduta il dolore è cessato. Il beneficio permane fino alla fine del ciclo di 11 sedute (11 infiltrazioni e 9 sedute di agopuntura), il 21/11/95. 10/1/96 Il paziente ritorna al nostro Ambulatorio. La notte continua a dormire bene, ma durante il giorno vi è una parziale e discontinua ripresa soprattutto della sensazione di bruciore. Si ripete la terapia per un totale di 8 sedute di infiltrazioni e agopuntura con le stesse modalità, con un miglioramento ulteriore dalla 4° seduta che si mantiene fino alla fine del ciclo. Abbiamo definito la nevralgia posterpetica come una persistenza di vento, calore ed umidità nei canali (nel nostro caso lo Shaoyang) che ha come conseguenza il rallentamento della circolazione del Qi (qizhi) e il blocco della circolazione del sangue (xueyu).

In effetti i sintomi e i segni presentati dai nostri pazienti: sede del dolore (Shaoyang), dolore intenso (blocco di sangue) con sensazione di bruciore (vento-calore) estremamente superficiali, aggravato dalla pressione o dal semplice tocco (eccesso), parestesie (umidità), sono in accordo con questa interpretazione. Nel primo caso, però, l’origine della complicazione in nevralgia posterpetica era legata ad un deficit di qi (astenia fisica, pallore, dispnea, scarso eloquio e voce debole), che favoriva la persistenza dei fattori patogeni a livello superficiale e la formazione di umidità-calore. Nel secondo caso le condizioni predisponenti erano invece di un deficit dello yin e iperattività dello yang (pallore del viso e pomelli arrossati, logorrea, disturbi del sonno). PC6-Neiguan: Punto Luo dello ShouJueyin, punto di Apertura dello Yinwei Mai, apre il petto, calma il Cuore e lo Shen, regola il qi, regola qi e xue del Cuore, regola e armonizza il Sanjiao, regola lo Shaoyin, armonizza lo Stomaco, elimina il dolore. Nonostante le differenze presentate dai due casi, l’uso di punti come TE6-Zhigou, punto dello Shaoyang con azione, quindi sui canali di Vescica Biliare e di Triplice Riscaldatore, sede delle nevralgie, punto che fa circolare la stasi di qixue e ad azione disperdente su Calore e Vento, associato a LI4-Hegu, che disperde il Vento e il Calore esterni, con azione antalgica e disostruente i jingluo, è in grado di avere una netta azione di rinforzo dell’azione di tecniche di infiltrazioni farmacologiche dei punti Ashi, che possiamo peraltro considerare una metodica di dispersione locale, visto l’azione antiinfiammatoria e analgesica, quindi “fredda”, del cortisone e degli anestetici locali. La permanenza di disturbi a distanza dalla terapia è, a nostro avviso, legata al non avere trattato gli squilibri preesistenti dei nostri pazienti: il deficit di Qi nel primo caso, il deficit di Yin nel secondo caso. Il risultato ottenuto, comunque, pur considerando l’esiguità del numero di casi, ma rispetto alle nostre precedenti ed attuali esperienze di trattamento di nevralgie posterpetiche, ci è sembrato buono, anche paragonato ad un recente lavoro del Dipartimento di Agopuntura del College di MTC di Nanjing (v.

Bibliografia), in cui 17 pazienti vennero trattati con 10-40 sedute di agopuntura, usando i punti Jiaji corrispondenti alla lesione nervosa, GB15-Toulinqi, LR3-Taichoing e GB14-Zulinqi, e con risultati positivi (guariti, molto migliorati e migliorati) dell’88,24%. AAVV: Dispense del Corso di Agopuntura dell’Associazione Culturale “QI” – Palermo. AA.VV.: “Essentials of Chinese Acupuncture”. Foreign Languages Press, Beijing – China. “Atlante di Dermatologia: Eruzioni vescicolose (Shering, U.S.A.). Huang Ye: “Analisi degli effetti terapeutici dell’agopuntura sulla nevralgia posterpetica”, in “Orientamenti MTC”, Anno 13 – 1996 – N. 1 (Edizioni Paracelso).

International Acupuncture Training Center, Nanjing College of Traditional Chinese Medicine: “Acupuncture treatment of common disease” (The People’s Medical Publishing House, Beijing, China). Li Ding: “Acupuncture, Meridian Theory And Acupuncture Points”. Foreign Languages Press, Beijing – China. G. Maciocia: “The Foundations of Chinese Medicine”. Churchill Livingstone. Atti del XIII Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana per lo studio del dolore, 1990.

Shanghai College of TCM: “Acupuncture”. Eastland Press.

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